mercoledì 23 gennaio 2008

Dexter ( My lovely serial-killer )

<-- Non è simpatico?? ^_^
Dexter Morgan è un ematologo in forza alla polizia, ed è bravo in quello che fa. Riesce a capire com’è avvenuto un crimine semplicemente dalla disposizione delle macchie di sangue, dalla loro forma. Ma non è tutto qui.
Dexter Morgan è anche un "serial killer"!!. Ed anche in questo è bravo.^_^
Non è un omicida seriale qualunque, è un assassino di assassini ( un pò complicata la cosa ^_^ ). Le sue vittime sono le persone che riescono in un modo o nell’altro a sfuggire alla mano della giustizia ma che nulla possono per impedire che quella di Dexter le ghermisca e le renda una goccia di sangue su un vetrino ( si diverte a collezionare il sangue delle sue vittime in vetrini da microscopio... ).
Ma non è per vendetta che uccide, e meno che mai per giustizia. È per bisogno. Un bisogno insopprimibile che guida la sua esistenza fin da quando ha memoria, fin da quando, ancora bambino, vide ciò che nessuno dovrebbe vedere e che sommerse letteralmente la sua vita nel sangue, spezzando qualcosa dentro di lui.

Fu il padre adottivo, il poliziotto che lo salvò dalla scena del crimine di cui fu testimone, a crescerlo e a dargli un codice che lo guidasse, facendo sì che la sua sete di sangue non colpisse vittime innocenti ( prima come sport tagliava a pezzettini animali di tutti i tipi ç_ç ). Ed è un codice che ha onorato tutta la vita ma a cui è sempre più difficile restare fedele. Il senso di vuoto è troppo grande e la scelta tra essere semplicemente se stesso o continuare ad indossare una maschera si farà sempre più difficile, soprattutto quando si troverà a fronteggiare un altro serial killer, un omicida che fa a pezzi prostitute senza lasciare nei loro corpi smembrati una goccia di sangue, e che risulterà avere con Dexter un legame speciale, dimostrandosi forse l’unico con cui questi può essere davvero se stesso, senza finzioni ( sembra quasi che "goda" quando "l'amico" gli lascia gli indizi.. ).

Ciò che colpisce della serie, paradossalmente, è la levità con cui sono spesso affrontate le situazioni più cruente ma nelle quali Dexter è perfettamente a proprio agio rispetto alle vicissitudini della vita comune, delle quali il protagonista è sempre rimasto spettatore apatico e passivo e che ora non sa come affrontare. Come nel rapporto con la sua ragazza, Rita, donna bella ed intelligente ma dentro di sé spezzata da anni di abusi del marito ( e non gliela da manco morta.. ma a lui stranamente non interessa O_O ). È proprio in virtù di questo che Dexter l’ha scelta, ed è nel momento in cui lei inizia a lasciare alle spalle il passato che il fidanzato va in crisi e non sa più come gestire la cosa, con risultati assolutamente grotteschi ed esilaranti ( del tipo te la faccio annusare, ma poi sul bello mi fermo è_é ).

La caratterizzazione dei personaggi è un altro punto di forza di questa serie, non solo di quelli principali, tra i quali rientra la giovane sorella adottiva di Dexter, Debra, poliziotta all’apparenza dura e spaccona ma in realtà fragile e bisognosa d’amore, e soprattutto incapace di comprendere il fratello ( all'inizio della serie fa la poliziotta sotto copertura, tra le prostitute.. mi se è "figa" ). Anche quelli secondari, dal collega Angel, al sergente Doakes, sono tutti dipinti benissimo, con dettagli che non fanno che renderli veri. Ciò che si vede, e che lo stesso Dexter scopre, è che tutti in realtà portano una maschera, mostrando agli altri solo ciò che vogliono, mentendo su se stessi per apparire diversi, migliori magari.

Non si può non provare simpatia per il giovane assassino, e sotto sotto non si può non parteggiare per lui, nonostante si tratti in fin dei conti di un serial killer ( devo prendere in considerazione di farlo anche io ^_^ ). Perché la vera lezione, tremenda, è che in fondo Dexter non è che la persona che tutti vorrebbero essere, il lato oscuro che abbiamo tutti dentro ma a cui solo lui dà sfogo. E quando si troverà davanti al bivio, se essere libero o se scegliere le regole e le maschere, sarà difficile non capire la difficoltà della scelta.

Come si sarà capito si sta parlando di una serie completamente atipica, fuori dagli schemi a cui si è ormai avvezzi.
Tratta da un romanzo di Jeff Lindsay ( devo trovarli e leggerli.. ), è realizzata con tanta cura che è difficile muoverle critiche di qualche spessore: dalla bellissima sigla alla location, una Miami diversa dalla solita che possiamo trovare in “Miami Vice” o di un “CSI: Miami”, dai personaggi alla colonna sonora ( veramente bella, devo procurarmela ^_^ ), tutto combacia. La durata, dodici episodi, è perfetta poichè non allunga la storia con aggiunte inutili e riempitive riuscendo cosi a svolgere in maniera coerente e senza cali di tensione la trama portante, e lasciando con la voglia di saperne di più di questo strano serial killer. In definitiva una delle serie migliori e intriganti del 2006.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Alloooora.
Il libro da cui è tratto è "la mano sinistra di Dio", in rete se cerchi c'è disponibile per la lettura il primo capitolo che è proprio UGUALE alla prima scena della serie.

Che dire..ne ho visti solo 2 episodi ma mi è piaciuto, aspetto gli altri con trepidazione